• DATA:30 gennaio 2019
  • ORARIO:10:00
  • CONTATTI:Uffici del Centro Teatrale Corniani Tel. 0386 42382
  • DOVE:Poggio Rusco (MN)
  • INDIRIZZO:Auditorium
  • INGRESSO:a pagamento

In collaborazione con il Comune di Poggio Rusco.

Terzo appuntamento della rassegna teatrale dedicata alle scuole- a.s. 2018/2019

Spettacolo a cura della compagnia di danza Il Laboratorio e gli allievi di Ciak di Bologna

In ricordo della Shoah, in modo da conservare nel futuro dei popoli, la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia del nostro Paese e dell’Europa, affinché simili eventi non possano più ripetersi. La Memoria come bandiera dell’ Integrazione.

Uno spettacolo intenso ed emozionante di danza, musica e teatro per onorare la Memoria, l’arma migliore che abbiamo contro l’indifferenza. Ricordare  permette che tutte le lacrime cadute dal cielo trovino una loro voce, un fiume in cui posarsi, un mare a cui tornare ed incontrarsi di nuovo, senza andare inutilmente disperse…

Non so se questa testimonianza avrà qualcosa di nuovo, di non detto.

Se avrà qualche emozione o colore o parola diversa da tutte quelle già adoperate in questi anni.

Vorrei solo dire che qualunque testimonianza sulla Memoria serve a far capire e ricordare che “il male” esiste. Non è stata letteratura. È stata storia.

Non è stato un film che commenti con due lacrime…

È successo.

E chiunque deve saperlo.

Chiunque deve capirlo se ha il cervello al posto del cervello e il cuore al posto del cuore.

Il tempo dei sopravvissuti è una lunghissima notte.

È un dolore senza più coordinate temporali.

L’unica cosa che scandisce il loro tempo è la promessa di parlare sempre per chi non ha più voce.

E questa Voce formata da tante voci, diventa un modo per lasciarsi andare.

Un silenzio parlante.

“Molti fra loro erano partigiani e combattenti politici. Sono stati catturati e deportati.

La maggior parte erano Ebrei. Erano ricchi, poveri, uomini, donne, sani e malati.

C’erano bambini. Molti. E vecchi alle soglie della morte.

Ma tutti sono stati caricati come merce sui vagoni. E la sorte era la stessa per tutti. La sorte di varcare i cancelli di un campo di sterminio”.

Non era mai successo, nemmeno nei secoli più oscuri, che si sterminassero esseri umani a milioni, come insetti dannosi. Noi, cristiani, ebrei, né l’uno nè l’altro, noi non amiamo distinzioni. Speriamo solo di essere figli di un paese civile, etico, morale, di far si che l’orrendo frutto dell’odio non dia di nuovo seme, né ora nè mai.

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